Rieccomi su questa pagina dopo due settimane dedicate quasi interamente agli scrutini del primo quadrimestre. Decidere cosa è necessario scrivere, valutare i risultati ottenuti, incontrare i genitori per scambiare opinioni e consigli … un periodo veramente impegnativo! Forse il più importante di tutti, perché è proprio durante il periodo dedicato alla consegna delle schede che si forma o si rinnova l’alleanza tra scuola e famiglia.
Non si può sbagliare! Mi riferisco al livello di acquisizione dei contenuti? No di sicuro, quello è obbligatorio indicarlo (domani forse addirittura con un voto), ma conta veramente poco nello sviluppo globale della personalità di uno studente di scuola primaria!
Allora, cosa non si può sbagliare? Ciò che non si può sbagliare è l’approccio con le famiglie, la relazione con coloro che sono deputati ad educare i bambini e le bambine insieme alla scuola. E’ necessario cercare di “ascoltare” i loro bisogni, le loro aspettative e i loro tempi, soprattutto laddove un bambino o una bambina manifesti delle difficoltà. La classe è un ambiente educativo così diverso dalla famiglia che solo nel rapporto di fiducia reciproca è possibile ricostruire un’immagine completa di quel bambino o bambina: come si pone all’interno del gruppo dei pari, nei vari momenti della giornata? Rispetto alle relazioni interpersonali, rispetto al sistema di regole e abitudini che si esplicitano solo ed esclusivamente nel contesto scolastico? Rispetto al sapere, cioè rispetto al suo desiderio di imparare, di scoprire e di mettersi in gioco? E a casa? Come si pone in un contesto dove la mediazione tra sé e gli altri è facilitata dall’affetto? C’è coincidenza tra le situazioni che lo/la mettono in difficoltà oppure la difficoltà è da ricercarsi proprio nell’ambiente scolastico, cioè l’unico sul quale l’insegnante ha la facoltà di adottare correttivi?
Consegnare alle famiglie una buona scheda di valutazione, contenente un giudizio complessivo articolato e fortemente individualizzato, che metta in luce i punti di forza e che riservi al colloquio l’approfondimento di quelli di debolezza è un modo molto efficace per saldare l’alleanza di cui parlavo prima. Non può succedere se le schede sono stringate e burocratizzate: non c’è bambino uguale ad un altro per carattere e temperamento, ci vuole uno sguardo attento (e una buona penna) per dimostrare che l’insegnante quel bambino o quella bambina lo/la conosce bene e, soprattutto, ha a cuore il suo benessere emotivo!
Ogni scheda rappresenta almeno un’ora di lavoro, ma è un’ora bellissima e irrinunciabile: la distanza fisica permette di pensare ad ognuno dei propri alunni come a un “proprio lui/proprio lei” che prescinde dalla classe, di rivederne con gli occhi della mente l’individualità, i pregi, la fatica … potrei continuare per ore!
Mi avvio alle ultime schede della mia carriera, che saranno quelle del secondo quadrimestre della mia quinta, pensando già a cosa scriverò di questi bambini e bambine che ho visto crescere, perché i loro futuri insegnanti possano coglierne le potenzialità e farne il trampolino di lancio per un buon futuro.
Non c’è stato colloquio, in questi giorni, che non si sia svolto in un clima affettuoso, in quella continuità educativa dove ci si può dire tutto, senza timore di giudizio. Ogni genitore ne è uscito con la certezza che stiamo facendo tutto quello che è necessario per portare alle medie ragazzini e ragazzine responsabili, abbiamo fornito la nostra visione e distribuito qualche consiglio, abbiamo ascoltato qual è la versione “casalinga” di quelli, tra i nostri alunni, che vorremmo più forti e sicuri di sé, per affrontare la nuova esperienza. E’ stato bello, ma troppo affrettato … troppo di corsa perché la scuola deve chiudere a una cert’ora e non si può rimanere per più tempo. Ci sarebbe voluto un thé coi biscottini per mettersi comodi e parlare tanto, ma così è e bisogna prendere atto che i tempi distesi non esistono da nessuna parte. Così non rimpiango nessuna delle ore spese a scrivere dei nostri alunni e alunne: al posto di thè e pasticcini abbiamo offerto una pagina dalla quale emerge in tutta la sua unicità ogni bambino e bambina della classe. Una fotografia di quando avevano dieci anni che potrà servire per ricordare com’erano, quando saranno grandi.
Mi auguro che per voi che mi leggete, da insegnanti o da genitori, esista un rapporto del genere con le schede di valutazione quadrimestrali: date generosamente e chiedete a gran voce che esse “raccontino” davvero quel bambino o quella bambina e come sia unico anche il percorso che sta compiendo verso il futuro.

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